CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO

Ho visto a teatro visto lo spettacolo di Drusilla, Eleganzissima.
Dice: ma cosa c’entra la Drusilla nazionale con il romanzo epistolare?
Eh, ora vi spiego.
Non vi dico neanche di comprarvi i biglietti per andarla a vedere, perché è tutto già sold out e a ragione: lo spettacolo è godibile, i contenuti ottimi e la comunicazione è trasversale. Ti colpisce su tutti i fronti. A metà spettacolo avevo già riso e pianto a ciclo continuo. Detto ciò, io sono incline a lanciarmi di faccia sui sentimenti, meglio se travagliati. E appunto per questo, vi cito una massima di Dru: “Le canzoni belle sono sempre tristi”.
Stasera è arrivata la pioggia e oggi c’è un’umidità tale che anche i miei gatti hanno il pelo infeltrito. E con questa uggia nel cuore, vi parlo del mio romanzo epistolare per eccellenza: Che tu sia per me il coltello.
Sì, lo so, è del ‘99, ma ho la brutta abitudine di credere che le coincidenze non esistano, e posso garantire che questo libro mi è arrivato esattamente quando dovevo leggerlo. Ossia quando avevo voglia di un romanzo d’amore, ma un amore un po’… così.
Yair e Myriam sono entrambi sposati e abitano a Gerusalemme. Il loro è un rapporto d’amore profondo e tormentato, ma esclusivamente epistolare.
Yair nota Myriam a una festicciola tra insegnanti. Lei si stringe appena nelle braccia mentre sta parlando con altri e lui ne rimane così intimamente colpito da indirizzarle una lettera anonima. E’ l’inizio di una corrispondenza che a tratti supera ogni pudore, ogni convenzione sociale: due persone si aprono completamente l’una all’altra, in un succedersi di immagini crude, sensualissime, disperate.
Nella prima parte del romanzo sono riportate solo le lettere di Yair. Le risposte di Myriam si intravedono tra le sue righe, tra le sue risposte alle domande che lei gli pone. Nella seconda parte, invece, viene rivelato il contenuto delle lettere di lei. E qui si vede l’abilità di un grande scrittore come Grossmann: maschile e femminile si congiungono nella stessa relazione contorta ma si definiscono in maniera realistica e potente.
Che altro dire?
Prendetevi una matita, e iniziate la vostra lettura. Vi stupirete di quanti passaggi sottolineerete rigo dopo rigo.

CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO
SCRITTORE: David Grossman







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