Mi trovo in mano questo libro e lo porto subito alla cassa. Non so che Sofia Coppola ci ha già tratto un film, e non ho idea della trama. Mi colpisce la copertina, un fotogramma che ritrae Kirsten Dunst, nei panni di Lux Lisbon, in tenuta da liceale americana.
Sembro io quando avevo diciassette anni. In molti mi hanno già detto che le assomiglio molto, ma questo fermo immagine rasenta l’inquietante.
Stessa sensazione che si spalma su tutta la durata della storia.
1974. Siamo a Detroit. Cinque stupende sorelle sono costrette a una adolescenza di repressione e reclusione a causa di una madre iperprotettiva e religiosissima e di un padre che non ha potere decisionale sulla vita delle amate figlie. Dietro l’apparenza della classica famiglia per bene si cela la realtà cruda e asfissiante.
Sofferente a causa dell’impossibilità nel creare dei legami al di fuori di quell’ambiente gelido, la minore delle sorelle Cecilia si suicida davanti all’intera famiglia, durante l’unica festa mai organizzata. Successivamente le sorelle Lux, Mary, Therese e Bonnie continuano le loro vite monotone e sempre uguali nelle stanze di casa, trovando conforto in un gruppo di coetanei maschi che tentano in ogni modo di approcciarsi a loro, spinti da una curiosità morbosa.
Indovinate un po’? Il primo suicidio di Cecilia è solo il primo…
Adolescenza infiammabile che non trova ossigeno per bruciare, anzi viene costantemente soffocata da gonne sotto il ginocchio e dettagli congelati nel tempo per evitare alle cinque ragazzine di trasformarsi in donne.
Struggente e rabbioso, eccezionale.

Il giardino delle vergini suicide ( Trailer )
Drammatico – USA (1999) – Regia di Sofia Coppola









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