CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI
Ho fatto la guerra a diverse cose in vita mia.
Mio marito.
La mia malattia.
Me stessa.
I best sellers. Tutti, nessuno escluso.
La mia migliore amica me ne ha regalato uno per il mio compleanno, sapendo che non avrei mai avuto il coraggio di dimenticarlo. Quando qualcuno che ti ama ti regala un libro, ti dona anche una parte di sé. Non ho abbastanza cuore per fuggire da un regalo del genere.
Ho fatto la guerra a Cambiare l’acqua ai fiori.
Voi non fatelo, per favore.
La storia è tutt’altro che banale e i protagonisti sono costruiti come si dovrebbe, con i dettagli al loro posto e nessuna frase in disordine. Gli spazi sono concreti. Ti sembra di avere sotto le narici gli odori descritti e sotto le suole il ghiaino del cimitero così tante volte citato nel libro.
Aggiungete che adoro i cimiteri ornamentali e capirete perché ho amato questo libro sin da pagina due.
I colpi di scena poi! Così inaspettati e tremendi da togliere il fiato!
In tanti hanno paragonato questo romanzo a L’eleganza del riccio, ma non sono d’accordo. E’ vero, entrambe le protagoniste sono due guardiane di anime: in Cambiare l’acqua ai fiori seguiamo le vicende della sorvegliante di un cimitero della Borgogna, mentre ne L’eleganza del riccio sbirciamo nella vita di una portinaia di un facoltoso condominio parigino. Ma le dinamiche sono tutte divergenti e lo stile degli scrittori non paragonabile. Sarebbe come chiedere di scegliere tra una tarte tatin e una mousse al cioccolato. Entrambe da leccarsi i baffi, ma così diverse per gusto, consistenza e sapore!
Consigliato, consigliatissimo!

CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI
Recensione di Sara Mugnaini
di Valérie Perrin (Autore)
Alberto Bracci Testasecca (Traduttore)








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