IL CENTENARIO CHE SALTO’ DALLA FINESTRA E SCOMPARVE
Un consiglio letterario ubriaco perché:
1. gli astemi hanno sempre qualcosa da nascondere;
2. il bere trionferà sempre sul male;
3. nessuna ottima storia inizia con: “Quella sera bevvi solo acqua minerale”.
Ma lasciamo da parte questi luoghi comuni molto ma molto veri.
Di libri alcolemici ne ho letti parecchi, passando da Compagno di sbronze di Bukowsky a Fiesta di Hemingway. Pesanti?
Q.B.
Per questo vi parlo di un romanzo leggero leggero come la vostra testa dopo qualche bicchiere di troppo, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve.
Allan compie cento anni e nella sua residenza per anziani vogliono festeggiarlo in pompa magna, con il sindaco e tutte le massime autorità presenti. Tutti galvanizzati dalla ricorrenza, tranne Allan stesso che decide di… svignarsela. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige alla stazione degli autobus. Sembra una delle sue migliori avventure, ma man mano che il romanzo si dipana, scopriamo che il vecchissimo Allan non solo ne ha passate di tutti i colori, ma è anche inciampato per vari equivoci nei momenti storici più importanti del ‘900. Ha viaggiato in lungo e in largo e ha pasteggiato con personaggi del calibro di Francisco Franco, Truman, Stalin e Mao Tse-Tung.
E con cosa avrà mai pasteggiato il caro Allan? Ma con la vodka, è chiaro!
Dedicato a chi nell’alcol ci vede ben più di una sbronza, ma un intero universo di connessioni impossibili da realizzare se sobri.

Romanzo di Jonas Jonasson








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